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Riforma IVA: più semplice la prova della cessione intraUE di beni

on Sabato, 28 Ottobre 2017. Posted in News

Riforma IVA: più semplice la prova della cessione intraUE di beni

AI FINI DELLA NON IMPONIBILITÀ IVA- 28 OTTOBRE 2017 ORE 06:00

Riforma IVA: più semplice la prova della cessione intraUE di beni

Al fine di garantire il rispetto del principio della certezza del diritto, la Commissione europea semplifica le modalità di prova del trasporto/spedizione dei beni oggetto di cessione intraunionale. Nella proposta di regolamento del 4 ottobre 2017 (COM(2017) 568) è prevista una disciplina ad hoc per gli scambi di beni in ambito intra-UE posti in essere da “soggetti passivi certificati”, basata sulla predeterminazione degli elementi di prova, che possono essere contestati dalle Autorità fiscali se in possesso di indizi di scorrettezze o di abusi da parte del cedente o del cessionario.
L’art. 41, comma 1, lettera a), D.L. n. 331/1993, nel recepire l’art. 138, par. 1, della direttiva n. 2006/112/CE, dispone che costituiscono cessioni intraunionali, non imponibili ai fini IVA, “le cessioni a titolo oneroso di beni, trasportati o spediti nel territorio di altro Stato membro, dal cedente o dall’acquirente, o da terzi per loro conto, nei confronti di cessionari soggetti di imposta o di enti, associazioni ed altre organizzazioni indicate nell’art. 4, quarto comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, non soggetti passivi d’imposta”.
Dalla citata disposizione si desume che, per la realizzazione di una cessione intraunionale, devono sussistere, nel contempo, i seguenti requisiti:
- onerosità dell’operazione avente ad oggetto un bene mobile materiale;
- acquisizione o trasferimento del diritto di proprietà o di altro diritto reale sul bene;
- status di operatore economico del cedente nazionale e del cessionario non residente;
- effettiva movimentazione dei beni dall’Italia ad un altro Stato membro, indipendentemente dal fatto che il trasporto/spedizione avvenga a cura del cedente, del cessionario o di terzi per loro conto.
In merito a quest’ultimo requisito, la normativa, sia unionale che nazionale, non definisce le modalità di prova dell’avvenuto trasporto/spedizione dei beni nel territorio di altro Stato membro, che devono essere pertanto determinate dagli Stati membri in applicazione dell’art. 131 della direttiva n. 2006/112/CE, cioè nell’esercizio del potere-dovere di stabilire le condizioni per assicurare la corretta e semplice applicazione delle esenzioni e per prevenire ogni possibile evasione, elusione e abuso, ma - come insegna la Corte di Giustizia - pur sempre nel rispetto dei princìpi fondamentali del diritto unionale, quali la neutralità dell’imposta, la certezza del diritto e la proporzionalità delle misure adottate (causa C-146/05, Collée).
Nell’attuale disciplina, spetta al cedente provare che i beni sono stati inviati nello Stato membro di destinazione (causa C-409/04, Teleos e a.), ma in assenza di disposizioni specifiche in merito alla documentazione necessaria a tale scopo è inevitabile che si creino divergenze interpretative tra gli operatori e gli Uffici che, in considerazione del vasto contenzioso in materia, non possono certamente ritenersi risolte dalle indicazioni di prassi rese in questi anni (da ultimo, si veda la risoluzione n. 71/E/2014).
Tenuto conto che il problema dell’onere della prova trascende i confini nazionali, discendendo dall’assenza di una regolamentazione ad hoc in ambito intraunionale, l’intervento della Commissione europea è sicuramente apprezzabile perché garantirà, una volta per tutte, la certezza del diritto.
La soluzione individuata dalla proposta di modifica del regolamento UE n. 282/2011 consiste nell’introdurre una presunzione contestabile in due casi specifici che riguardano lo status di “soggetto passivo certificato”.
Leggi anche
- Scambi intra-UE di beni: al via un nuovo sistema di applicazione dell’IVA - Verso l’esenzione IVA solo per i soggetti “certificati”
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Nel primo caso, in cui i beni sono stati spediti/trasportati dal fornitore, direttamente o tramite terzi che agiscono per suo conto, e il fornitore ha lo status di soggetto passivo certificato, si presume che i beni siano stati trasportati a partire dallo Stato membro di partenza verso lo Stato membro di arrivo qualora il fornitore sia in possesso di due documenti non contraddittori, fra gli otto individuati, che attestano il trasporto. Le Autorità fiscali possono contestare tale presunzione se in possesso di prove sufficienti per dimostrare che i beni non sono stati trasportati a partire dallo Stato membro di partenza verso lo Stato membro di arrivo, con ciò verificandosi l’inversione dell’onere della prova.
Nel secondo caso, in cui il cessionario è un soggetto passivo certificato e i beni sono stati trasportati/spediti dal cessionario o da terzi che agiscono per suo conto, si presume che i beni siano trasportati a partire dallo Stato membro di partenza verso lo Stato membro di arrivo qualora il fornitore sia in possesso di:
- una dichiarazione scritta dell’acquirente che certifichi che i beni sono stati trasportati da lui o per suo conto e che riporti il nome dello Stato membro di arrivo dei beni (senza che sia tuttavia necessario indicare l’esatta destinazione per ragioni di riservatezza commerciale) e
- due documenti non contraddittori, fra gli otto individuati, che attestano il trasporto.
La dichiarazione di cui al primo punto, appositamente protocollata dal fornitore, deve essere presentata entro il decimo giorno del mese successivo alla cessione, in modo da non superare il termine entro il quale il fornitore è obbligato ad emettere la fattura di vendita (quindicesimo giorno del mese successivo alla cessione).
Anche in tal caso, le Autorità fiscali possono contestare la presunzione se in possesso di prove sufficienti per dimostrare che i beni non sono stati trasportati a partire dallo Stato membro di partenza verso lo Stato membro di arrivo.
Per le situazioni non coperte da tali presunzioni - ad esempio perché gli operatori interessati non possiedono lo status di soggetto passivo certificato - continueranno ad applicarsi le norme vigenti, secondo le interpretazioni fornite dalla Corte di giustizia.
    Elementi di prova non contraddittori dell’avvenuto trasporto/spedizione
Documenti firmati dall'acquirente o da una persona autorizzata ad agire per suo conto, che certificano l'avvenuta ricezione dei beni nello Stato membro di destinazione
 Documenti relativi al trasporto o alla spedizione dei beni, ad esempio un documento o una lettera CMR riportante la firma, una polizza di carico, una fattura di trasporto aereo, una fattura emessa dallo spedizioniere, una polizza assicurativa relativa al trasporto dei beni o i documenti bancari attestanti il pagamento del trasporto o della spedizione dei beni
 Documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità, ad esempio da un notaio, che
 
 
confermano l'arrivo dei beni nello Stato membro di destinazione documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità, ad esempio da un notaio, che confermano l'arrivo dei beni nello Stato membro di destinazione
Ricevuta rilasciata nello Stato membro di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale Stato membro
Certificato rilasciato nello Stato membro di destinazione da un organo professionale di tale Stato membro, ad esempio da una camera di commercio o dell'industria, che conferma la destinazione dei beni
Contratto stipulato tra il venditore e l'acquirente o un ordine di acquisto in cui figura la destinazione dei beni
Corrispondenza tra le parti coinvolte nell'operazione in cui figura la destinazione dei beni
Dichiarazione IVA dell'acquirente che denuncia l'acquisto intracomunitario dei beni

Marco Peirolo - Dottore commercialista in Torino

ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO EU-CANADA (CETA) – UPDATE PROCEDURE

on Lunedì, 02 Ottobre 2017. Posted in News

Facciamo seguito alla precedente comunicazione sull’accordo di libero scambio CETA tra EU e Canada appena entrato in vigore, per comunicare come la dogana canadese (CBSA – Canada Border Service Agency) abbia inviato un importante chiarimento circa la modalità operativa dell’accordo.

Infatti, in un recente incontro con l’associazione degli operatori doganali canadesi, la CBSA ha comunicato di accettare, ai fini dell’applicabilità dell’accordo e quindi della conferma dell’esenzione daziaria a favore degli importatori, anche la mera autocertificazione dell’azienda esportatrice circa l’origine preferenziale di uno o più articoli inclusi in fattura.

Tale autocertificazione può essere scaricata al seguente link e deve essere prodotta per ogni spedizione, su carta intestata dell’azienda esportatrice:

www.solini.it

Qualora l’azienda non disponga del codice di esportatore autorizzato da riportare al punto (2), infatti, basterà firmare tale dichiarazione al punto (5) per far sì che la dogana canadese applichi dazio zero sui prodotti dichiarati come preferenziali (« of european preferential origin ») in fattura.

Ci teniamo tuttavia a sottolineare come questa evidente facilitazione nella modalità operativa non manlevi l’azienda esportatrice dalle responsabilità derivanti da dichiarazioni fallaci e/o errate circa la preferenzialità della merce. Verranno infatti effettuati dei controlli incrociati a posteriori tra le varie agenzie doganali per verificare la veridicità delle informazioni rese.

Ripetiamo, come peraltro comunicato nella precedente nota, che non tutto ciò che è « made in » è necessariamente preferenziale in base all’accordo EU/Canada e che quindi questa nuova procedura sposti sull’azienda esportatrice l’obbligo di verificare la rispondenza della merce dichiarata come preferenziale rispetto alle regole stabilite dall’accordo.

Ripetiamo come tali regole, riportate nel testo dell’accordo, siano visibili sul sito della Gazzetta Ufficiale o al seguente link :
http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L:2017:011:FULL&from=IT

Detto questo, Solini Spedizioni Snc consiglia comunque ai propri clienti di intraprendere la strada descritta in precedenza, ovvero quella dell’ottenimento dello status di Esportatore Autorizzato oppure, se già l’azienda ne dispone, di integrarlo con la dichiarazione di preferenzialità sui prodotti esportati in Canada.
Infatti, in questo modo si otterrà una vera e propria « garanzia doganale » circa la preferenzialità dei prodotti (e, per converso, si escluderanno quei prodotti non dichiarabili come preferenziali), in modo da evitare spiacevoli soprese in caso di controlli a posteriori su dichiarazioni errate e/o fallaci.

 

scarica l'allegato

Divieto di circolazione merci pericolose tratta autostrada A4

on Lunedì, 26 Settembre 2016. Posted in News

Divieto di circolazione merci pericolose tratta autostrada A4

Dal 15 ottobre 2016 per un anno.

La Prefettura di Milano ha pubblicato l'ordinanza che dal 15 ottobre 2016 vieta il transito di veicoli merci con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate che trasportano merci in ADR di viaggiare lungo la tratta della A4 compresa tra gli svincoli di Milano Certosa e Sesto San Giovanni in direzione est

Il divieto varrà per un anno, sette giorni su sette, nella fascia oraria compresa dalle ore 6:00 alle 22:00 nella sola direttrice di marcia oggetto dei lavori sull'autostrada A4, itinere est, nel tratto compreso tra il km 126+000 (svincolo viale Certosa) e il km 136+500 (svincolo di Sesto San Giovanni".
Il testo dell'ordinanza indica anche gli itinerari alternativi:

  • per i mezzi pesanti provenienti da ovest e diretti a nord: A4, barriera Ghisolfa, innesto A50 (Tangenziale Ovest) direzione Varese, barriera Terrazzano, ingresso A8
  • per i mezzi pesanti provenienti da ovest e diretti a est: A4, barriera Ghisolfa, innesto A50 (Tangenziale Ovest) direzione Bologna, innesto A51 (direzione Venezia)
  • per i mezzi pesanti provenienti da sud: A4, barriera Ghisolfa, innesto A50 (Tangenziale Ovest) direzione Bologna.

 

Fonte: transportonline.com

Pesatura dei container, ecco cosa prevede la normativa SOLAS-Vmg

on Mercoledì, 06 Luglio 2016. Posted in News

Pesatura dei container, ecco cosa prevede la normativa SOLAS-Vmg

L'avv. Lopez de Gonzalo approfondisce gli aspetti più significativi.

Il 1 luglio 2016 è entrata in vigore la normativa SOLAS che richiede la pesatura dei containers prima che vengano caricati sulla nave. Più precisamente, si tratta di un emendamento al capitolo VI della SOLAS (Safety of Life at Sea) relativo al trasporto di carichi. L’emendamento è integrato dalle Guidelines predisposte dall’IMO e, a livello nazionale, dal Decreto ministeriale n. 447/2016 e dalla Circolare n. 125/2016. Come tutta la normativa SOLAS, l’emendamento persegue finalità di sicurezza della navigazione: la esatta determinazione del peso dei containers è infatti necessaria per il corretto sviluppo di calcoli di stabilità della nave.

Ecco cosa prevedono le Guidelines
La normativa SOLAS-VGM si applica a tutti i tipi di contenitori (compresi flat rack, tank containers, bulk containers, ecc.) e a tutti i viaggi marittimi ad eccezione di (i) container su rotabili imbarcati su navi ro-ro in viaggi internazionali brevi (1) e (ii) viaggi nazionali. La normativa SOLAS-VGM impone di (a) pesare i contenitori e determinare la “verified gross mass” (VGM), (b) documentare il risultato di tale operazione e (c) comunicarlo alla compagnia di navigazione. Tali adempimenti sono posti a carico dello “shipper”, definito nelle Guidelines come “legal entity or person named in the bill of lading or sea waybill or equivalent multimodal transport document as shipper and/or whom (or in whose name or on whose behalf) a contract of carriage has been concluded with a shipping company”. Si tratta di una definizione che pone sullo stesso piano un elemento “formale” (l’essere indicato come shipper nel documento di trasporto) ed uno “sostanziale” (l’essere parte del contratto di trasporto) e rischia di creare incertezze interpretative. Tali incertezze sono state aggravate dall’infelice traduzione del termine “shipper” con “spedizioniere” nel Decreto; l’errore è stato poi corretto nella Circolare, che ha ribadito la necessità di fare diretto riferimento al testo inglese della definizione nelle Guidelines. Chi sia lo “shipper” ai fini della normativa SOLAS-VGM andrà quindi determinato caso per caso sulla base delle circostanze e dei sottostanti rapporti contrattuali. 

(1) Per viaggio internazionale “breve” si intende un viaggio con una distanza massima tra porto di partenza e porto di destinazione non superiore a 600 miglia, nel corso del quale la nave non si trovi mai a più di 200 miglia da un porto.

Per prima cosa occorre stabilire a chi spettano gli obblighi per la VMG
Nei confronti del vettore marittimo gli obblighi relativi alla VGM sono a carico dello shipper. Occorre però verificare quale sia la posizione nell’ambito del contratto di vendita. A questo riguardo, non vi è dubbio che in una vendita a condizioni CIF shipper sia il venditore e su di lui ricada quindi l’onere di ottenere, documentare e comunicare al vettore la VGM. Nel caso invece di vendita a condizioni EXW, il venditore resta estraneo al contratto di trasporto e quindi (a meno che il venditore non intenda essere indicato come shipper nella polizza di carico), shipper ai fini della normativa SOLAS-VGM sarà il compratore. La normativa consente inoltre allo shipper di delegare, in tutto o in parte, a terzi gli adempimenti relativi alla pesatura ed alla trasmissione del dato VGM; di qui la necessità di una accurata redazione del mandato conferito dallo shipper a tali terzi. 

Attenzione ai metodi di pesatura
La pesatura al fine della determinazione della VGM può essere effettuata con il Metodo 1 (pesatura dell’intero container riempito, chiuso e sigillato) e con il Metodo 2 (pesatura separata dei singoli colli, del materiale di fardaggio e rizzaggio, della tara del container e sommatoria dei singoli dati). La pesatura con il Metodo 2 può essere effettuata solo da soggetti “certificati” e cioè, in Italia, muniti di certificazione UNI/EN/ISO 9001 o ISO 2800 o, alternativamente, qualificati come Operatore Economico Autorizzato e che abbiano un processo di pesatura certificato (2). In tutti i casi potranno essere utilizzati soltanto “strumenti regolamentari” e cioè bilance omologate sulla base della normativa indicata all’art. 2.2 del Decreto (D. Lgs. N. 517/1992, D. Lgs. n. 22/2007, R.D. n. 226/1902) (3). 

(2) E’ previsto un periodo transitorio fino all’1.1.2017 nel quale gli operatori in possesso dei requisiti soggettivi potranno ottenere la certificazione del processo di pesatura.
(3) Fino al 30.6.2017 potranno essere utilizzati strumenti di pesatura diversi dagli “strumenti regolamentari” purché l’errore massimo permesso non sia superiore a due volte e mezzo quello previsto per la stessa categoria di “strumenti regolamentari” e comunque non sia superiore a Kg. 500.

Obbligo dello shipping document cartaceo o informatico
In esito alla determinazione della VGM, il relativo dato dovrà essere inserito nello “shipping document” che potrà essere una comunicazione separata ad hoc o inserito come parte di altre comunicazioni al vettore marittimo; lo shipping document potrà essere sia cartaceo, sia informatico (4) ed in ogni caso dovrà recare la firma dello shipper o del suo rappresentante debitamente autorizzato. Lo shipping document deve poi essere trasmesso dallo shipper o dal suo incaricato alla compagnia di navigazione, che a sua volta lo comunicherà al terminal. La normativa non specifica quando e dove debbano essere effettuate le operazioni di pesatura, che potranno quindi essere effettuate sia presso l’azienda esportatrice, sia presso una weight station, sia al terminal portuale. 

(4) EDIFACT (agenzia delle Nazioni Unite) ha predisposto un apposito formato di messaggio elettronico denominato “VERMAS”.

Senza VGM un contanier non può essere imbarcato
Quanto alla successiva comunicazione del dato VGM così ottenuto, la normativa richiede che essa sia inviata al vettore marittimo “sufficiently in advance” (5) per consentire l’effettuazione dei calcoli di stabilità e la redazione del piano di stivaggio. Un container privo di VGM non potrà essere imbarcato. L’art. 13 delle Guidelines dispone che il terminal o il vettore marittimo che ricevano un container privo di VGM possano procedere autonomamente alla pesatura, salvo addebitarne il costo allo shipper: è bene sottolineare che si tratta però di una facoltà, e non di un obbligo. Un contenitore che abbia un peso superiore alla sua portata massima consentita non verrà comunque imbarcato. Inoltre il Comandante della nave resta in ogni caso responsabile della sicurezza della navigazione e quindi potrà sempre rifiutare l’imbarco di un container per motivi di sicurezza. Quanto alle sanzioni, la Circolare indica la possibilità che lo shipper possa, in relazione ad una erronea dichiarazione della VGM, incorrere nel reato di cui all’art. 483 cod. pena. (falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico): in concreto la possibilità di configurare tale reato appare però piuttosto remota. 

(5) Secondo la Circolare “non essendo possibile definire la locuzione ... è lasciato alla discrezionalità operativa e commerciale delle parti concordare e stabilire tempistiche, processi e procedure efficaci”.

Fonte: EUROMERCI

ENTRATA IN VIGORE DELL’ACCORDO CON L’UCRAINA PER IL RICONOSCIMENTO DELL’ORIGINE PREFERENZIALE IN ESPORTAZIONE DALLA UE

on Domenica, 17 Gennaio 2016. Posted in News

A pagina 1 della Gazzetta Ufficia UE del 05.12.2015 serie L n. 321 veniva ricordato che a far data dal 01 gennaio 2016.

E’ entrato in vigore l’accordo tra la UE e l’UCRAINA. A partire da questa data, pertanto, è possibile chiedere l’emissione del mod. EUR 1 anche per tale territorio.

Ricordiamo sempre che il rilascio del modello EUR1 può avvenire esclusivamente quando il prodotto in esportazione risponde alla nozione di origine preferenziale.

Le aziende che godono già dello Status di Esportatore Autorizzato, qualora necessiti, possono chiedere l’estensione di tale Status.

DURC Online, a breve la nuova procedura di rilascio

on Lunedì, 08 Giugno 2015. Posted in News

Dal 1° luglio sarà operativa la nuova procedura di rilascio del DURC online.

DURC Online, a breve la nuova procedura di rilascio

La scorsa settimana il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha annunciato che dal 1° luglio sarà operativa la nuova procedura di rilascio del DURC online così come prevista dal Dl n. 34 del 20/05/2014. L'obiettivo della nuova procedura di rilascio del Durc online, ovvero del documento unico di regolarità contributiva, è quello di snellire una delle procedure più complesse di certificazione aziendale, che in un unico documento attesta che l'azienda è in regola nei confronti degli enti INPS, INAIL e, nel caso dell'edilizia, delle Casse Edili.

Legge di Stabilità e Autotrasporto

on Domenica, 11 Gennaio 2015. Posted in News

I PRINCIPALI ARTICOLI DELLA LEGGE DI STABILITÀ CHE INTERESSANO L’AUTOTRASPORTO

Legge di Stabilità e Autotrasporto

247. Al decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 2, comma 1:

1) alla lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «. Si considera vettore anche l'impresa iscritta all'albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l'autotrasporto di cose per conto di terzi associata a una cooperativa, aderente a un consorzio o parte di una rete di imprese, nel caso in cui esegua prestazioni di trasporto ad essa affidate dal raggruppamento cui aderisce»;

2) alla lettera c) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «. Si considera committente anche l'impresa iscritta all'albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l'autotrasporto di cose per conto di terzi che stipula contratti scritti e svolge servizi di deposito, movimentazione e lavorazione della merce, connessi o preliminari all'affidamento del trasporto»;

3) dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:

Intestazione auto in comodato Circ. Min. Trasporti 27.10.2014, prot. 23743

on Sabato, 08 Novembre 2014. Posted in News

Intestazione auto in comodato Circ. Min. Trasporti 27.10.2014, prot. 23743
Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha fornito ulteriori istruzioni in merito al nuovo obbligo, in vigore dal 3.11.2014, di aggiornamento della carta di circolazione nel caso in cui l'intestatario conceda in comodato l'utilizzo del proprio veicolo ad un terzo, per un periodo superiore a 30 giorni. E' da escludere la sussistenza di un comodato ogniqualvolta la disponibilità del veicolo costituisca, a qualunque titolo, un corrispettivo (ad esempio per una prestazione di lavoro subordinato o altra prestazione d'opera). Inoltre, nel comodato di veicoli aziendali deve sussistere un uso esclusivo e personale del veicolo in capo all'utilizzatore.

Pertanto, sono da escludere dal nuovo adempimento: l'utilizzo di veicoli aziendali in disponibilità a titolo di fringe benefit; l'utilizzo comunque promiscuo di veicoli aziendali; l'ipotesi in cui più dipendenti si alternino nell'utilizzo del medesimo veicolo aziendale.

Il Ministero dell'Interno, con circolare del 31.10.2014, prot. 300/A/7812/14/106/16, ha chiarito che per quanto riguarda il comodato in ambito familiare, l'obbligo di annotazione resta escluso nel caso di concessione ad un familiare convivente e, in ogni altro caso, è comunque subordinato al fatto che il veicolo sia in uso personale e non promiscuo per un periodo continuativo superiore a 30 giorni.

Stabile organizzazione ed elusione fiscale

on Sabato, 08 Novembre 2014. Posted in News

Stabile organizzazione ed elusione fiscale
  • L'Ocse ha pubblicato un documento che illustra le modalità per prevenire attività elusive attraverso le quali un soggetto estero può evitare la presenza di una stabile organizzazione sul territorio di uno Stato.
  • Secondo il nuovo approccio, laddove sia presente un intermediario che conclude regolarmente contratti a nome di un soggetto non residente, quest'ultimo può avere un collegamento sufficiente a giustificare la presenza di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato ove le vendite vengono concluse, a meno che l'intermediario possa essere qualificabile come soggetto che svolte una sua attività economica indipendente dal preponente.

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

Ue: sul luogo di prestazione servizi, nuove regole in campo Iva

on Mercoledì, 05 Novembre 2014. Posted in News

La normativa, approvata dal Consiglio europeo, interviene modificando il precedente regolamento del 2011 il Consiglio dell'Unione europea ha approvato norme che modificano il precedente regolamento comunitario n. 282/2011 del 15 marzo 2011, per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di taluni servizi. In particolare si tratta dei servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione e dei servizi erogati tramite mezzi elettronici (di seguito, “servizi elettronici”), destinati a persone prive dello status di soggetti passivi ai fini Iva.

Accertamento Iva per merci non rinvenute in magazzino

on Giovedì, 02 Ottobre 2014. Posted in News

Il Sole 24Ore 2.10.2014 p. 41

La Corte di Cassazione, con la sentenza 1.10.2014, n. 20699/2014, ha affermato che se le merci non sono fisicamente presenti in magazzino, risultando solo dalla contabilità, l’accertamento è legittimo. Non rileva, al riguardo, la giustificazione del ricorrente che invocava la legittimità della contabilità regolarmente tenuta: ciò non è sufficiente a scongiurare la rettifica dell’Ufficio.

Imposte e tasse - Possibili modifiche al regime dei minimi

on Giovedì, 02 Ottobre 2014. Posted in News

Il Sole 24Ore 2..10.2014 p. 41

In base alle ipotesi formulate dalle commissioni parlamentari, potrebbe essere elevata dal 5% al 15% l’imposta sostitutiva riguardante il regime dei minimi; inoltre, si ipotizzano soglie di redditività variabili in relazione all’ammontare complessivo dei ricavi, che potranno essere compresi fra 25.000 e 55.000 euro.

Dovrebbe essere soppresso il limite quinquennale di permanenza nel regime agevolato, mentre saranno confermate le esclusioni da Irap e Iva, con i conseguenti riflessi sugli obblighi contabili. Confermate, inoltre, le esclusioni dagli studi di settore, lo spesometro e le operazioni black list.

La prova dell'avvenuta consegna per le cessioni intracomunitarie

on Lunedì, 29 Settembre 2014. Posted in News

l'Agenzia era già intervenuta con Risoluzioni 345/E/2007, 477/E/2008 e 19/E/2013, stabilendo in modo coerente che la prova dell'avvenuta consegna si può fornire solo con un documento di trasporto che rechi la firma per ricevuta del destinatario della merce, sia in forma cartacea, che elettronica.

Per il trasporto su gomma il documento è il c.d. CMR, mentre per gli altri tipi di trasporto andrà utilizzato qualsivoglia altro documento idoneo a dimostrare che le merci sono state inviate in altro Stato membro.

Trasmissione della lettera di intento

on Mercoledì, 24 Settembre 2014. Posted in News

Trasmissione della lettera di intento
A partire dalle operazioni in sospensione di imposta effettuate dal 1.01.2015, sarà l’esportatore abituale a dover trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate la lettera di intento prima di inviarla al fornitore o alla dogana. I fornitori degli esportatori abituali dovranno solo accertarsi, pertanto, che le lettere di intento siano state preventivamente trasmesse all’Agenzia delle Entrate e riepilogarle nella dichiarazione annuale.
Il Sole 24Ore 23.09.2014.

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